E' MORTO IL CARD. CAPOVILLA FU UNICO TESTIMONE DELL'INCONTRO TRA UN PAPA E DEGLI ALIENI

E’ morto ieri, 26 maggio 2016 cardinale Capovilla, ombra di Roncalli e custode della sua memoria  Aveva 100 anni.
Per dieci anni, dal 15 marzo 1953 al 3 giugno 1963, è stato segretario particolare di Angelo Giuseppe Roncalli, prima quando questi era patriarca di Venezia e poi durante il papato di Giovanni XXIII…. Ne ha dato notizia l’ANSA lo ricordandolo così (clicca qui per leggere la notiza ANSA)

La sua notorietà al grande pubblico avviene soprattutto a seguito del racconto dell’incontro tra gli alieni e Papa Giovanni XIII nel 1961.
Riporto qui di seguito un brano del capitolo XII mio libro (IL LATO OSCURO DELLA LUNA), dove riporto la vicenda e l’articolo con l’intervista: “……..Mons. Loris Francesco Capovilla , segretario particolare di Papa Giovanni XXIII nel 1985 rilasciò un’intervista ad un quotidiano inglese che fu poi ripresa anche dal tabloid Sun. L’uomo, che da anni è considerato la memoria vivente di uno dei pontefici più amati della storia, prelato di Loreto, è notoriamente apprezzato per la sua serietà e il suo rigore. I fatti narrati si svolgono in un tardo pomeriggio di Luglio del 1961, nella residenza estiva dei Papi a Castel Gandolfo, nelle vicinanze di Roma. Qui di seguito ecco cosa scrisse il Sun, riportando le parole mai smentite di Loris Francesco Capovilla:“Li avevamo sopra le nostre teste. Luci. Erano luci colorate. Azzurro. Arancio. Ambra. Qualche minuto, e poi …”. E poi, accadde. L’imponderabile. L’impossibile. Ciò che è difficile anche da raccontare.E allora tutto d’un fiato. Le luci sono astronavi. Le astronavi sono dischi nel cielo turchino d’un pomeriggio qualunque a Castel Gandolfo. Si muovono silenziose. Stanno per qualche minuto su quelle due figure inconfondibili che camminano fianco a fianco. Come persone qualsiasi. Poi il contatto. Una delle astronavi si stacca dallo stormo. Atterra. Si ferma “nel lato sud del giardino”. Il portellone si apre e dalla carlinga viene fuori qualcosa. È “assolutamente umano”. Solo che … Solo che … ha una luce intorno. Una luce che lo avvolge. Caddero in ginocchio i due. Poi Lui si alzò e andò senza esitare verso l’Uomo. Verso quell’essere “assolutamente umano” avvolto da una luce tenue, delicata. Penetrante. Parlarono. “Per circa venti minuti”. Ma non si potevano sentire quelle voci. “Non sentii nulla”. Ma parlavano. Gesticolavano. Per venti minuti. 1200, infiniti, secondi. Poi l’Uomo voltò le spalle e se ne ritornò da dove era arrivato. Lui mi guardò. E pianse." Aggiunse poi l'arcivescovo: “Per anni Roncalli si tenne dentro il ricordo di quel pomeriggio. E anch’io ho rispettato il suo silenzio. Loro parlavano. E non mi chiesero di avvicinarmi. Era giusto così. Ma non potrò mai dimenticare le parole di sua santità quando l’Uomo si allontanò e scomparve con la sua astronave: i figli di Dio sono dappertutto. Anche se a volte abbiamo difficoltà a riconoscere i nostri stessi fratelli………….”.
Capovilla fu negli anni successivi intervistato molte volte e sollecitato dai giornalisti per tornare sull’argomento ma non volle più rilasciare altre dichiarazioni in merito ai fatti. Al contempo non smentì mai né di aver rilasciato quell’intervista e né la storia in essa contenuta

Stefano Nasetti

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