Gli UFO e gli alieni? Sono solo roba per libri di fantascienza, creduoloni e ignoranti scientifici.

Il famoso astronomo statunitense Carl Segan, che ha collaborato anche con la Nasa su alcuni progetti riguardanti possibili contatti con forme di vita aliene una volta disse: "I don't want to believe. I want to know" - "Io non voglio credere, voglio conoscere".

Il tema UFO e alieni è un argomento molto dibattuto, alcuni dicono di gran moda, ma forse mai come su questo argomento ci sono pareri e dichiarazioni ufficiali così variegate e contrastanti. 

I Governi dei principali Paesi ufficialmente negano l’esistenza del fenomeno UFO arrivando perfino a dichiarare di non essersene mai occupati. La scienza, dopo aver negato per anni la possibie esistenza di UFO e alieni solo per l’incapacità tecnologica di riuscire a confermare l’esistenza di altri pianeti intorno alle stelle, e pur ammettendo oggi la possibilità dell’esistenza di civiltà extraterrestri, ritiene assolutamente impossibile, almeno nelle dichiarazioni ufficiali, un contatto con esse, sia in passato o anche nel presente. 

Per gli ufologi invece è tutto vero, qualunque cosa entri nell’atmosfera terrestre è un UFO, spesso giocando con il significato dell’acronimo (Unidentified Flying Object)

A seguito di tali prese di posizione, l’opinione pubblica è spaccata nettamente tra scettici e credenti, entrambi tifosi spesso delle proprie convinzioni anziché della verità.

Sebbene sia vero che non tutti i presunti casi di avvistamento UFO di creature aliene, i filmati o i racconti di incontri ravvicinati abbiano fondamenta scientifiche e/o siano corroborati da dati scientifici attendibili tali da farli ritenere veri almeno in parte, è anche vero che le affermazioni dei Governi e della scienza, si scontrano poi con altre notizie, provenienti dagli stesi ambienti, che fanno dubitare che le affermazioni sul tema siano sempre sincere e reali.

Gli stessi ambienti governativi e militari di vari Paesi del mondo hanno rilasciato nel tempo, attraverso esponenti di spicco come ministri e generali di alto rango, dichiarazione e reso pubblici documenti che provano esattamente il contrario di ciò che ufficialmente avevano affermato in precedenza. Infatti, da tali dichiarazione e documenti risulta spesso che hanno indagato, o indagano, sulla veridicità del fenomeno UFO, che tengono in grande considerazione la possibilità di un contatto alieno, che ne analizzano le possibili conseguenze e ripercussioni sulla popolazione, che finanziano programmi di ricerca riguardo l’esistenza di civiltà extraterrestri, che finanziano programmi per stabilire o tentare di stabilire un contatto con eventuali civiltà. 

A tali affermazioni e informazioni sugli UFO e sugli alieni, provenienti da documenti desecretati, si sommano poi i risultati di taluni progetti di ricerca come il SETI, diffusi da scienziati accademici di fama mondiale, coinvolti in questi progetti.

Se si ritiene che il fenomeno sia completamente falso, le persone che non credono agli UFO e agli alieni dovrebbero per coerenza, chiedere conto a governi ed istituzioni, delle migliaia o milioni di dollari ed euro che sarebbero dunque spesi  inutilmente per finanziare questi progetti invece di risolvere i problemi forse più terreni dell’umanità. Dovrebbero poi richiedere la rimozione di tutte le persone al vertice di tail istituzioni politiche, scientifiche e militari che fanno capo ai principali governi mondiali. 

Invece non lo fanno e con scarsa onestà intellettuale, preferiscono concentrare la loro attenzione sulla valutazione e sulla coerenza delle affermazioni fatte da testimoni, credenti del tema e ufologi. 

Tale palese ed evidente incoerenza è dunque un qualcosa che mina la affermazione dei più scettici ed oltranzisti sostenitori delle teorie convenzionali e tradizionali, affermazioni spesso contraddistinte da un’approccio alquanto sommario, parziale e superficiale della questione.

Dunque quando si affronta il fenomeno UFO e alieni, si rischia spesso di cadere in questo gioco di contrapposizione. Per chi non ha le idee chiare e non vuole schierarsi da una parte o dall’altra, alla luce di quanto sopra detto, c'è da sottolineare almeno una cosa:  continuare a negare la possibilità dell’esistenza di civiltà extraterrestri e pensare che le valutazioni riguardo le conseguenze di possibili contatti alieni sia roba da appassionati di fantascienza, è un qualcosa di palesemente anacronistico e antiscientifico. Questo è forse l’unica cosa che si può affermare con certezza.

Nel mese di marzo 2016 due ricerche scientifiche indipendenti l’una dall’altra (cito ancora una volta non siti, blog o libri di ufologi, ma dati e affermazioni di appartenenti alla comunità scientifica tradizionale che, ribadisco, spesso è finanziata con denaro pubblico), hanno ulteriormente contribuito a far emergere che, come appena affermato, il fenomeno UFO e il possibile contatto alieno non siano roba da nerd, pazzi, ignoranti o ingenue persone, ma argomenti presi seriamente in considerazione e questioni quotidianamente presenti sul tavolo di Governi e comunità scientifica.

La prima notizia a cui mi riferisco è quella pubblicata sulla rivista Monthly Notice of the Royal Astronomici Society ad opera di due astronomi americani della Columbia University di New York.

Partendo dal presupposto che esistano gli alieni (forse perché presi da un raptus di follia o perchè non avevano altro da fare?) ma che questi possano non essere amichevoli nei nostri confronti, hanno studiato attraverso complicati calcoli matematici, la possibilità di realizzare una sorta di raggio laser in grado di compensare il calo di luminosità che la Terra crea durante il suo transito davanti al Sole, celando di fatto l’esistenza del pianeta ad una eventuale civiltà aliena alla ricerca di pianeti abitati. 

La scienza odierna infatti ha scoperto, soprattuto negli ultimi 5 anni, un numero elevatissimo di pianeti che orbita praticamente attorno a ciascuna stella, grazie proprio alla tecnica del “transito”, tecnica di cui già ho fatto menzione in alcuni post precedenti. 

La tecnica consiste in pratica, nell’osservare continuamente una stella attraverso appositi telescopi, e registrarne le variazioni di luminosità. 

Comparando i dati è possibile rilevare se i cali di luminosità avvengono ad intervalli regolari di tempo. In tal caso il calo è dovuto, nella maggior parte dei casi, al passaggio di uno o più pianeti davanti a quella stella, che dunque al passaggio risulta meno luminosa. Ovviamente si sta parlando di cali di luminosità quasi impercettibili all’occhio umano.

Ipotizzando che anche altre eventuali civiltà utilizzino questo tipo di tecnica per scovare nuovi pianeti, i due astronomi hanno proposto di compensare il calo di luminosità generato dal transito della Terra davanti al Sole, con un raggio laser, “nascondendo” l’esistenza del nostro pianeta

Secondo i due astronomi statunitensi, basterebbe accendere un mega laser per 10 ore all'anno per compensare questo calo di luminosità e passare "inosservati" durante il transito davanti al Sole. Tuttavia sembra una tecnica che sebbene scientifica, presenta ancora molte lacune. 

I dubbi sono molti come ad esempio: in quale direzione puntare il laser? 

Lo spazio cosmico è tridimensionale e dunque il punto da cui la nostra stella, il Sole, può essere osservato sono innumerevoli. Dunque anche la prospettiva di osservazione cambia e puntare il laser in una direzione piuttosto che in un altra, potrebbe fare la differenza tra rendere efficace questa soluzione e renderla totalmente inutile. 

Poi c’è da dire che la Terra ruotando attorno al Sole e ruotando su se stessa, non rende certamente semplice stabilire in che momento accendere il laser. Tutto quanto considerato appaiono molto poche le sole 10 ore all’anno stimate per compensare il calo di luminosità generato dalla Terra, visto che continuamente questa genera un calo di luminosità, guardando il Sole da una delle innumerevoli prospettive possibili. 

Un altro laser decisamente più economico proposto dai Kipping e Teachey (questi i nomi degli astronomi) potrebbe invece mascherare la presenza dell'ossigeno in atmosfera, nascondendo agli alieni la presenza di vita sulla Terra.

Ora, checché ne dicano gli scettici del tema UFO, questo testimonia il fatto che la scienza si occupa attivamente della questione UFO al punto di finanziare o comunque consentire a membri facenti parte della comunità scientifica ufficiale, di dedicarsi nell’ambito del proprio lavoro retribuito spesso con soldi pubblici, a contemplare le possibilità di contatto alieno e di studiare addirittura sistemi per limitare o evitare un contatto.

Se tale riflessione possa per qualcuno essere considerata solo una semplice deduzione o ipotesi, arriva a conferma la dichiarazione di David Kipping, uno dei due astronomi che, presentando il suo studio sopra citato, ha affermato:  ''C'è un grande dibattito sull'opportunità di segnalare o nascondere la nostra presenza agli occhi di altre eventuali civiltà avanzate che potrebbero vivere nella galassia. Il nostro lavoro offre all'umanità una scelta’'.

Un’altro luogo comune, spesso utilizzato in passato dalla Scienza e dalle Istituzioni e poi ripetuto dai sostenitori dello status quo a tutti i costi, per sentenziare l’inattendibilità di racconti riguardanti l’avvistamento di UFO o di creature aliene, è quello che riguardava l’impossibilità scientifica di ottenere l’invisibilità ottica. Spesso se il racconto dell’avvistamento UFO riportava che l’oggetto o la creatura aliena avvistata, improvvisamente scompariva alla vista per poi magari riapparire in un momento successivo, partendo dal presupposto che ciò era ritenuto scientificamente impossibile, veniva sentenziato come inattendibile l’intero racconto e screditata la credibilità del testimone che lo riportava.

Nel mese di marzo 2016, e qui la seconda delle notizie a cui facevo riferimento, sulla rivista Scientific Reports è stato pubblicato un articolo contenente i risultati di una ricerca svolta negli Stati Uniti dalla Iowa State University. Dopo i “mantelli dell’invisibilità” di cui ho già parlato in uno specifico post precedente, i ricercatori americani hanno messo a punto una “pelle" elettronica flessibile ed elastica all'interno della quale si trovano dispositivi di metallo liquido che riescono a manipolare le onde elettromagnetiche rendendo gli oggetti invisibili ai radar.

Infatti, al loro interno vi è un lega di metallo chiamata galinstano, che è liquida a temperatura ambiente e che permette di non riflettere le onde elettromagnetiche.

I test condotti in laboratorio hanno dimostrato che il materiale ha una efficacia di circa il 75% nelle frequenze delle onde elettromagnetiche utilizzate dai radar, che sono comprese tra 8 a 10 gigahertz. Dunque quando gli oggetti sono avvolti nella "pelle dell’invisibilità" le onde elettromagnetiche utilizzate dai radar vengono assorbite e non riflesse in tutte le direzioni.

Liang Dong, uno dei ricercatori autori della creazione di questo nuovo materiale flessibile che in futuro potrebbe essere usato per rivestire gli aerei, ha dichiarato che "l'obiettivo a lungo termine è di ridurre le dimensioni dei dispositivi e farli funzionare anche alle frequenza della luce visibile e all'infrarosso’’.

Ma l’invisibilità non era un’altro argomento proprio solo della fantascienza e di quei pochi stolti che amano e vogliono credere agli UFO?

Ci sono Governi ed Istituzioni che giocano sulla scarsa cultura scientifica delle persone, per far credere all’opinione pubblica ciò che vogliono, forse nascondendo, o provando a nascondere, talune realtà. Viviamo in un mondo governato ormai da scienza e tecnica, e per questo più la cultura scientifica entrerà a far parte delle nostre vite, minore sarà il rischio che qualcuno ne abusi.

In questo gioco forse, le vere vittime non sono i testimoni di incontri ravvicinati o gli ufologi spesso discriminati dagli altri e additati come dei pazzi, quanto invece tutti coloro che asserviti e narcotizzati dalle false e distorte informazioni veicolate tutti i giorni dai mass media, avvolti dalla presunzione di conoscere tutto sebbene ignari della loro assente o approssimativa cultura scientifica, non riescono a vedere più lontano del propio naso, per buona pace di chi controlla il mondo.

“La credenza che la realtà che ognuno vede sia l’unica realtà, è la più pericolosa delle illusioni!" (Paul Watzlawick*)

Stefano Nasetti

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